giovedì 7 gennaio 2010

Escursione domenica 14 febbraio 2010

La prossima escursione nel ragusano che i Kalura, guide ambientali escursionistiche A.I.G.A.E., ci propongono è una novità all'interno del programma 2010: MONTE RACI e MONTE RACELLO, due rilievi della catena dei Monti Iblei. I profili rotondi dei due monti e le loro pendici abbellite dai muri a secco ragusani hanno fatto si che essi fossero scelti diverse volte come soggetti di scatti fotografici. Un'escursione di difficoltà media, 5-6 ore di cammino su sentieri con un dislivello massimo di 600 mt.
Prendiamoci una mezza giornata per liberare la mente, camminado si schiariscono le idee: si sa!Partecipiamo numerosi e contatteci per le iscrizioni.
Alice 338/9922847 Chiara 338/7862198

sabato 2 gennaio 2010

Mostra d'arte contemporanea "Il Gruppo di Scicli"


Viaggiando, tra Natale e l’Epifania, intorno alla provincia di Ragusa Zuleima vi consiglia di fermarvi nella splendida cittadina di Scicli dove, oltre il meraviglioso barocco del centro storico, potrete scoprire gli Artisti Contemporanei più interessanti e importanti della nostra provincia.
Se siete appassionati o semplicemente curiosi d'arte non potrete mancare all’appuntamento a Scicli, dal 21 novembre al 10 gennaio , nel Centro Espositivo Chiaroscuro, dove si ritroveranno gli Artisti del celebre Gruppo di Scilci per la mostra intitolata "ierioggi", la prima esposizione nella città da cui ha preso il nome il gruppo stesso.
Il Gruppo, che non è formato solo da Artisti di Scicli, ma che ha preso le mosse da due grandi Sciclitani come Piero Gruccione e Franco Sarnari, ha già riscosso da oltre venti anni, notevoli successi in campo nazionale esponendo in varie città d’italia. Alcuni nomi che espongono in questa splendida mostra sono:Sonia Alvarez, Carmelo Candiano, Giuseppe Colombo,Salvatore Paolino, Franco Polizzi, Giuseppe Puglisi,Pietro Zuccaio e molti altri.
Venti gli artisti che hanno accolto l'invito di Antonio Sarnari, curatore della mostra e del Laboratorio Correnti promotori di questa "adunata" fra esponenti del mondo dell'arte in Sicilia.
Sarnari,per questa mostra, ha scelto un doppio percorso storico-espositivo: opere dei primi anni Ottanta, periodo che vide la “nascita” del Gruppo e la prima esposizione insieme, e degli anni più recenti. “Tra queste ultime opere – spiega Sarnari nella presentazione – si legge una emozionante diversità di linguaggi pittorici, un’ampia gamma di strumenti tecnici e di soluzioni scambiate, magari, durante le passeggiate sulla spiaggia di Sampieri”.
L’indagine di “ierioggi” sul Gruppo di Scicli si arricchisce poi del contributo fotografico di Luigi Nifosì, il fotoreporter sciclitano, noto per le foto aeree della Sicilia, che da molti anni riprende gli artisti nei loro studi e fotografa la luce dei paesaggi delle loro opere. Il catalogo di “ierioggi” – edito da Tecnica Mista Arte Contemporanea – raccoglie, tra gli altri, i contributi di antologia critica di Vincenzo Consolo, Paolo Nifosì, Marco Goldin e Vittorio Sgarbi.
Con “ierioggi” il Gruppo di Scicli – del quale il Senato ha acquistato una serie di opere per la collezione permanente di Palazzo Madama - espone per la prima volta della città che gli ha dato il nome e che, grazie al suo prezioso barocco, è inserita nella World Heritage List dell’Unesco come patrimonio dell’umanità. In programma fino al 10 gennaio, “ierioggi” è ospitata dal Centro Esposizioni Chiaroscuro, che, inaugurato lo scorso mese di marzo con il fortunato omaggio al centenario futurista “Disegno Primo ‘900”, ha attirato nel corso della primavera migliaia di visitatori a Scicli e dintorni per la raffinatissima raccolta di opere del Novecento italiano e tedesco: da De Pisis a De Chirico, da Sironi e Klee.

Orari visite: da martedì a sabato 16-20, info allo 0932-931154.

martedì 15 dicembre 2009

Natale Capodanno Epifania la tua vacanza tranquilla sia

Hai voglia di passare le tue vacanze tra le tradizioni natalizie della nostra terra? Zuleima ti propone:


4 GIORNI (3nn) in b&b a Ragusa Ibla con prima colazione e un pranzo in masseria degustando la ricotta calda


3 GIORNI (2nn) in b&b a Ragusa Ibla con prima colazione e mezza pensione in trattoria tipica


3 GIORNI (2nn) in b&b a Ragusa Ibla con prima colazione e Cenone di Capodanno

A PARTIRE DA € 100,00

Puoi rendere il tuo soggiorno ancora più interessante visitando, insieme a noi, i posti più suggestivi e intriganti come il Castello di Donnafugata, il presepe vivente di Monterosso Almo e di Palazzolo Acreide, le mostre d’arte contemporanea a Scicli, le terrecotte di Caltagirone e molto altro ancora.
Per avere informazioni più dettagliate sui pacchetti e su i costi contattate l’associazione culturale Zuleima tramite e-mail info@zuleima.org oppure al telefonare allo 0932/061656

giovedì 10 dicembre 2009

INAFFERRABILE.....ANZI ONIRICO

Così, il giornalista Stefano Zuffi intitolava un suo articolo sul Barocco del Val di Noto (Sicilia sud-orientale) nella rivista Meridiani N.119 Speciale Sicilia.

Ci piace parlarne perché è un bell’articolo, contornato da altrettanto belle fotografie di Nino Russo.

È vero, il barocco ibleo è inafferrabile, è una fiammata di fantasia e di voglia di vivere, così dice Zuffi, un’autentica reazione psicologica del post-terremoto tradotta in pietra.

Chiunque venga a farsi un giro da queste parti e abbia intenzione di interessarsi anche un minimo a ciò che lo circonda passeggiando per i centri storici di Ragusa Ibla, Modica, Scicli, Noto, sentirà ripetere questa data: 1693, l’anno del terremoto che fa da spartiacque nella storia di quest’angolo di Sicilia. Dopo quel terremoto, nei primi decenni del Settecento, nasce questo barocco siciliano, un aspetto del tardobarocco che ha reso inconfondibili i centri storici delle città principali, ma che ha lasciato anche edifici molto belli e sorprendenti in cittadine minori, come Comiso (20 km circa da Ragusa).

Nel giugno del 2002 l’Unesco ha inserito nella lista del Patrimonio dell’Umanità i centri storici di otto comuni dell’area: Noto, Catania, Modica, Palazzolo Acreide, Militello Val di Catania, Scicli, Ragusa e Caltagirone: tutti da visitare!!

Difficile riuscire a trasmettere le sensazioni che può dare quest’architettura attraverso una fotografia. La pietra calcarea di diversi colori grazie al genio dell’architetto siracusano Rosario Gagliardi, uno dei più originali architetti del XVIII secolo, trasmette un messaggio ora sacro ora profano e apotropaico. Gagliardi adotta formule della scenografia teatrale, come il chiaroscuro offerto dallo sporgere degli elementi portanti delle facciate delle sue Chiese che si innalzano verso il cielo, capolavoro il Duomo di San Giorgio di Modica.

Vi consigliamo di venire a vedere con i vostri occhi questa cultura architettonica di un'area geostorica densa e ricca, uno dei pochi angoli superstiti dove ancora si possa provare l'intensa emozione della sorpresa e della scoperta.

venerdì 27 novembre 2009

CALENDARIO ESCURSIONI ZULEIMA

CALENDARIO ESCURSIONI SETTIMANALI
Valido fino al 31 marzo 2009


GIOVEDI: Da Ragusa Ibla a Cava d’Ispica

Il percorso ad anello all’interno della cava è lungo 5-6 km,
con un dislivello massimo di 50 metri e della durata di circa 2-3 ore
Per saperne di più vai in Escursioni e Attività
all’interno del sito www.zuleima.org oppure scrivici a info@zuleima.org

SABATO: Da Ragusa Ibla a Cava Misericordia

Il percorso è lungo 7-8 km, con un dislivello massimo di 200 mt,
della durata di circa 4-5 ore
Per saperne di più vai in Escursioni e Attività
all’interno del sito www.zuleima.org
Oppure scrivici a info@zuleima.org

DOMENICA: Da Ragusa Ibla a Cava Santa Domenica
Il percorso è lungo 5-6 km, con un dislivello massimo di 200 metri,
della durata di circa 3 ore
Per saperne di più vai in Escursioni e Attività
all’interno del sito www.zuleima.org
Oppure scrivici a info@zuleima.org

Le suddette passeggiate ed escursioni sono condotte dalle guide ambientali ed escursionistiche dell’Associazione Kalura

giovedì 26 novembre 2009

PHILOSOPHIANA

Chiunque decida di fare un viaggio nella Sicilia centro-meridionale, non si farà scappare una tappa nella Villa romana del Casale di Piazza Armerina, famosa in tutto il mondo per i suoi meravigliosi mosaici. Ben pochi però sanno che a soli 5-6 km di distanza da essa c’è un altro sito archeologico, che è parte integrante della storia di quella famosa villa, identificato con la STATIO[1] PHILOSOPHIANA, descritta nell'Itinerarium Antonini[2].


La contrada Sofiana o Philosophiana si trova in territorio di Mazzarino, ai confini con quello di Piazza Armerina da cui dista non oltre 10 Km, su una spianata di circa 8 ettari, prossima al fiume Nociara - Gela, e coronata da una serie di monti (Monte Navone, Monte Alzacuda, Monte Salteria, Monte Formaggio e Finocchio), da dove nelle giornate limpide è possibile vedere anche l'Etna!

Grazie ad una convenzione stipulata tra la sezione “Litterio Villari” dei Gruppi Archeologici d’Italia di Piazza Armerina e la Soprintendenza di Caltanissetta, il sito di Philosophiana è oggi visitabile contattando il direttore della sezione, il signor Ugo Adamo, che con passione e gentilezza vi farà da guida.

La Statio Philosophiana si data al IV sec. d.C., ma la sua storia inizia qualche secolo prima.
Agli inizi del I secolo d.C. l'imperatore Augusto, con lo scopo di organizzare la raccolta del grano e dell'olio e di riscuotere meglio i tributi sul territorio dell’isola, autorizzò la ristrutturazione e la creazione di alcune città. In questo momento storico venne così fondata una città di grande estensione alla quale probabilmente venne dato il nome di Gela per ricordare l'omonima colonia rodio-cretese, distrutta nel 282 a.C. da Finzia, tiranno di Agrigento. Una parte degli abitanti dell’antica Gela furono fatti prigionieri e trasportati nella città di Licata, altri però riuscirono a scappare verso l’entroterra e lì si stabilirono in villaggi sparsi.

Grazie alla riforma augustea, la nuova città di Gela, nata proprio dall'unione e organizzazione di quegli insediamenti diffusi nell'entroterra alle spalle della costa gelese, divenne uno dei centri più importanti di raccolta e smistamento dei prodotti agricoli verso i porti della costa, sia per la fertilità della terra che per la posizione intermedia lungo la strada tra Catania ed Agrigento. Questa città raggiunse il suo massimo splendore nei primi due secoli dell'impero romano, quando venne realizzato un primo impianto termale, di cui oggi rimangono visibili ben poche tracce, a causa delle trasformazioni successive.

In seguito al cambiamento di ruolo della Sicilia nella vita economica di Roma - le fonti di approvvigionamento di grano si spostarono in Egitto - la nuova città di Gela, così come tante altre città della Sicilia, si andò progressivamente spopolando e perse la sua importanza economica e strategica. Inoltre verso la fine del III secolo (270 - 280 d.C.), la città e una piccola villa di campagna nella zona del casale vennero distrutte, forse da un terremoto.

Nel IV secolo d.C. la vita riprende in quel territorio, ma non fu più ricostruita la città che fu nei primi due secoli dell’impero, l’abitato divenne essenzialmente stazione di servizio, tanto che tra il 320 ed il 330 d.C. venne realizzato un nuovo impianto termale (quello oggi visibile) su quello precedente di età augustea e con un diverso orientamento. La grande città si riduce a piccolo centro, mentre laddove c’era una piccola casa di campagna si costruisce la suntuosa sede del dominus, la famosa Villa romana del Casale.
Dell'impianto termale rimane quasi completamente integra e chiaramente leggibile la struttura di IV secolo, che presenta due ingressi, un’ampia sala d’ingresso, l’apoditherium con due vasche per il pediluvio, il calidarium, tepidarium, frigidarium e piccole stanze di passaggio
Intorno al 365 d.C. un terremoto, documentato in diverse località della Sicilia, distrusse la statio che venne quasi completamente abbandonata
Alla fine del IV - inizi V secolo l'impianto termale di Sofiana subì una profonda trasformazione, legata ad una ripresa dell'attività produttiva. Si realizzarono delle fornaci, e forse più tardi anche una chiesa a due absidi, sopra gli ambienti delle terme. Questa ripresa insediativa del centro si protrasse fino alla metà dell'VIII secolo, quando la conquista araba ne segnò definitivamente il declino, anche se alcune strutture murarie ed alcuni reperti fanno pensare ad una frequentazione almeno fino ad età federiciana ed oltre (documentata tra l'altro da monete di Federico II e Guglielmo II).
La zona delle terme ha restituito una grande quantità di reperti: ceramica di facies castellucciana (antica età del Bronzo), di età greca, ma soprattutto romana, nonché bizantina, araba e normanna. Si tratta soprattutto di lucerne, incensieri, boccali, anfore, piatti, anelli e pendenti in argento e bronzo,fibbie in bronzo, aghi in osso. Fra le tipologie ceramiche prevale la sigillata africana.
In una stanza adiacente alla zona termale fu rinvenuto anche un "tesoretto" di circa 300 monete in bronzo coniate tra l'età di Adriano e quella di Costanzo (117 - 361). Sembra che il proprietario, che aveva conservato questo piccolo tesoro, non l'abbia più potuto recuperare in seguito al terremoto del 365 d.C. Sono monete in bronzo abbastanza usurate, di piccoli dimensioni e peso, oggi conservate presso il museo di Gela.
Philosophiana è sostantivo al neutro plurale, come altri nomi di stationes citate nell’Itinerarium Antonini, che definisce la proprietà di un personaggio, che forse, per il tipo di vita che conduceva e per i suoi interessi, veniva chiamato “il Filosofo” ed era lo stesso proprietario della Villa del Casale.
Chiara e Alice di Zuleima saranno felici di accompagnarvi anche nell’entroterra alla scoperta di angoli sconosciuti, attraverso un paesaggio che colorerà i ricordi di un viaggio non proprio usuale


[1] Statio, onis, f. luogo dove si sta, posto, dimora, stazione, soggiorno

[2] Trattasi di un itinerarium adnotatum, non pictum, privo quindi di disegni. Un registro di località e stazioni poste lungo le strade romane con le distanze in miglia romane. Nella forma in cui ci è giunto, l'Itinerarium provinciarum Antonini Augusti, detto anche semplicemente Itinerarium Antonini, sembra essere una compilazione dell'età di Diocleziano, alla fine del III sec. d.C.-inizi IV d.C., basato su materiali essenzialmente databili al regno di Caracalla, agli inizi di quello stesso secolo (l'Antonino nominato nel titolo potrebbe in effetti essere proprio Caracalla, il cui nome ufficiale era quello di Marcus Aurelius Antoninus).





venerdì 20 novembre 2009

Santo Stefano di Camastra:Città Museo

Affacciata sulle stupende spiagge Siciliane:Santo Stefano di Camastra, comune e provincia di Messina, è una delle mete da non sottovalutare per chi viaggia in Sicilia.
Sorge alle pendici della catena montuosa dei Nebrodi e deve la sua attuale ubicazione urbanistica al genio del Duca di Camastra che nel 1683 ottenne dal vice re di Sicilia la licenza di riedificazione dell'attuale sito dopo che un cataclisma idrogeologico aveva completamente distrutto e raso al suolo il vecchio casale.
Di grande interesse urbanistico è la pianta del centro storico: un rombo iscritto in un quadrato.
Le strutture interne all'abitato sono successive alla ricostruzione del paese (1683 e seguenti).
Una piccola chiesa, un antico cimitero, un viale di orgogliose palme, frammenti di una storia antica, piccole cose che vogliono essere un patrimonio indelebile.
Una Città Museo con opere antiche e moderne; architettoniche , pittoriche, scultoree. La città si mostra quasi in tutte le parti contrassegnata da decori pubblici alcuni dei quali monumentali nell'impianto:un connubio indissolubile tra cultura urbana e arte della ceramica.